Ultimo aggiornamento: 26 agosto 2026

Prima di comprare un condizionatore portatile, la domanda che quasi tutti si fanno dopo il prezzo d’acquisto è: quanto pesa sulla bolletta se lo tengo acceso tutta l’estate? Una domanda sempre più diffusa: secondo l’ISTAT, nel 2024 il 56% delle famiglie italiane possedeva già un sistema di climatizzazione in casa, contro il 48,8% del 2021.

Risposta rapida: un condizionatore portatile da 9.000 BTU in classe A assorbe circa 900-1.000 watt di potenza nominale, ma grazie al termostato che spegne il compressore a temperatura raggiunta il consumo reale scende molto sotto quel valore. Con la tariffa media 2026 di 0,28 €/kWh (fonte ARERA), il costo pratico è di circa 1 € al giorno con 6 ore di utilizzo, cioè 50-60 € per una stagione estiva di due mesi. Un modello in classe A++ come la De’Longhi Pinguino PAC EX100 Silent riduce questa cifra di circa il 15-20%, secondo le schede tecniche del produttore.

Quanto consuma un condizionatore portatile: la tabella per BTU e classe

ModelloBTU / ClassePotenza nominaleCosto stimato al giorno*Costo stimato al mese*
De'Longhi Pinguino PAC EX100 Silent10.000 BTU · A++~950 W~1,15 €~35 €
Comfeè MPPH-07CRN77.000 BTU · A~750 W~0,95 €~28 €
Zephir ZPC90009.000 BTU · A~1.000 W~1,20 €~36 €
Argo Relax Style10.000 BTU · A~1.150 W~1,35 €~40 €

Se ti serve più potenza e anche un po’ di riscaldamento in mezza stagione, l’unico modello Argo con pompa di calore è il Thor Plus (15.000 BTU): lo confrontiamo con il resto della gamma Argo nella nostra guida ai condizionatori portatili Argo.

Per contesto, un ventilatore a piantana da 40-50 W costa una frazione di questi importi (pochi centesimi al giorno), ma non abbassa la temperatura come un condizionatore. Sul fronte opposto, un termoventilatore invernale assorbe fino a 2.400 W — più di un condizionatore portatile — perché deve generare calore, non solo spostare aria.

*Stima indicativa con 6 ore di utilizzo al giorno, tariffa 0,28 €/kWh (ARERA 2026), tenendo conto del ciclo termostato che riduce l'assorbimento medio rispetto alla potenza nominale di targa. I costi reali variano in base a isolamento della stanza, temperatura impostata e clima esterno.

Come si calcola il consumo reale

La potenza scritta sulla scheda tecnica (in watt) è quella nominale, cioè quella assorbita quando il compressore lavora al massimo. Ma un condizionatore non lavora sempre a pieno regime: una volta raggiunta la temperatura impostata, il termostato lo spegne e lo riaccende solo quando la stanza torna a scaldarsi. Secondo l’ENEA, questo ciclo di accensione e spegnimento fa sì che il consumo medio reale sia spesso il 40-60% inferiore alla potenza nominale dichiarata, soprattutto in stanze ben isolate.

La formula di base resta comunque utile per farsi un’idea:

Costo orario = (potenza in watt ÷ 1.000) × prezzo per kWh

Per un modello da 1.000 W con la tariffa 2026 di 0,28 €/kWh: 1.000 ÷ 1.000 × 0,28 = 0,28 € l’ora a pieno regime. Nella pratica, con il ciclo del termostato, la spesa reale su 6 ore di utilizzo si avvicina a 1 € al giorno più che ai 1,68 € teorici del calcolo a piena potenza continua.

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  • Classe A, non A++: consuma di più a parità di ore rispetto al modello De'Longhi.
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Il verdetto

Un condizionatore portatile non è l’elettrodomestico più energivoro di casa se lo usi con criterio: la spesa reale si aggira su 1 € al giorno con un uso tipico di 6 ore, ben lontana dai timori di molti che stanno per comprarne uno. Se lo usi spesso e a lungo, un modello in classe A++ come la De’Longhi Pinguino PAC EX100 Silent ripaga il maggior costo d’acquisto in poche stagioni. Se invece ti basta raffrescare una stanza per poche settimane l’anno, un modello economico in classe A resta la scelta più razionale sul piano dei costi totali. Se invece il tuo problema è l’umidità e non il caldo, un deumidificatore portatile consuma una frazione di un condizionatore e può restare acceso anche fuori stagione.